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pensieri imperfetti: il blog è imploso, ma io no!
sabato, 31 ottobre 2009

Sineddoche

gasparri_oro
postato da imperfezioni alle ore 09:16 | link | commenti (1)
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lunedì, 26 ottobre 2009

Ho paura in un Paese così

Dunque, ricapitoliamo.

Un presidente di una delle regioni più importanti d'Italia ha determinati gusti sessuali. E fin qui non mi interessa.
Tale presidente si fa ricattare, forse paga, forse no, poi non ne può più e si rivolge alla magistratura. E questo è grave perché un uomo politico che ha ricevuto un mandato popolare non deve essere ricattabile altrimenti non può svolgere il suo lavoro adeguatamente.
Sul fatto che per soddisfare le proprie bramosie sfrutti auto blu e soldi pubblici ci può anche stare, anche se fa incazzare. Che poi si auto sospenda, è un bel gesto.
Ma sul fatto che si dimetta non sono d'accordo e spiego perché.

Il direttore di una delle testate giornalistiche scandalistiche e di gossip più in vista, nonché dipendente del capo del maggiore partito di governo annuncia che ha scelto di sua spontanea volontà di non aver usato tale materiale.

Il capo del maggiore partito di governo, nonché primo ministro e padrone di un impero mediatico fatto di giornali e televisioni (e fermiamoci qui) avvisa questo presidente di una delle regioni più importanti d'Italia che a Milano sono entrati in possesso di un filmato diciamo abbastanza compromettente.

Questi i fatti, e queste le mie fantasiose conclusioni.

1) Un presidente di una delle regioni più importanti d'Italia ha un vizietto, diciamo. Conclusione banale e superficiale.
2) Qualcuno sguinzaglia persone molto molto discrete, che già hanno bruciato auto e svaligiato interi appartamenti, per piazzare un trappola a questo presidente ex presentatore televisivo.
3) A quattro mele marce viene servita su un piatto d'argento una certa vicenda molto piccante che cercano di vendere, guarda caso, ad uno delle testate giornalistiche scandalistiche e di gossip più in vista il cui direttore per pudore decide di non pubblicare. Ma che bravo.
4) Il capo del maggiore partito di governo, nonché primo ministro e padrone di un impero mediatico avvisa il presidente di una delle regioni più importanti d'Italia che c'è della roba che scottante che i suoi giornali potrebbero pubblicare.
5) Molti penseranno: ma che gentile lo ha pure avvisato.
6) Pochi ricorderanno che in base alla legge sul conflitto di interessi chi governa non dovrebbe essere a conoscenza di quello che fanno le proprie aziende ed invece pare che non sia così.
7) Si sottointenderebbe che, insomma, o ti dimetti o ti sputtano di brutto. O ti dimetti o ti rovino per sempre.
8) Allora il presidente di una delle regioni più importanti d'Italia dice tutto alla magistratura, che toh, scopre questi 4 cattivoni e poco intelligenti. Poi su suggerimento del principale partito d'opposizione (???) si sopende, non si dimette. Per fare tutt'uno si sospende anche dal partito.
9) Gli alleati di governo chiedono a gran voce le dimissioni per ottenere le elezioni anticipate e rimette uno dei loro al suo posto.
10) Non credo che tutto questo sia stato solo un clamoroso autogol, certo l'assist è stato fornito, ma tutto il resto...

Io ho paura in un Paese così.





postato da imperfezioni alle ore 13:50 | link | commenti (3)
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mercoledì, 09 settembre 2009

MIKE BONGIORNO




Umberto Eco, “Fenomenologia di Mike Bongiorno”, in Diario Minimo, 1961.


Il caso più vistoso di riduzione del superman all’everyman lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna.

Idolatrato da milioni di persone, quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l’unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.

Per capire questo straordinario potere di Mike Bongiorno occorrerà procedere a una analisi dei suoi comportamenti, ad una vera e propria “Fenomenologia di Mike Bongiorno”, dove, si intende, con questo nome è indicato non l’uomo, ma il personaggio.

Mike Bongiorno non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlando, un grado modesto di adattamento all’ambiente. L’amore isterico tributatogli dalle teen ager va attribuito in parte al complesso materno che egli è capace di risvegliare in una giovinetta, in parte alla prospettiva che egli lascia intravvedere di un amante ideale, sottomesso e fragile, dolce e cortese.

Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all’apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all’oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla.

In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la metodologia ovvia ed elementare: si diventa colti leggendo molti libri e ritenendo quello che dicono. Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l’uomo non predestinato rinunci a ogni tentativo.

Mike Bongiorno professa una stima e una fiducia illimitata verso l’esperto; un professore è un dotto; rappresenta la cultura autorizzata. È il tecnico del ramo. Gli si demanda la questione, per competenza.

L’ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quando, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa. L’uomo mediocre rifiuta di imparare ma si propone di far studiare il figlio.

Mike Bongiorno ha una nozione piccolo borghese del denaro e del suo valore («Pensi, ha guadagnato già centomila lire: è una bella sommetta!»).

Mike Bongiorno anticipa quindi, sul concorrente, le impietose riflessioni che lo spettatore sarà portato a fare: «Chissà come sarà contento di tutti quei soldi, lei che è sempre vissuto con uno stipendio modesto! Ha mai avuto tanti soldi così tra le mani?».

Mike Bongiorno, come i bambini, conosce le persone per categorie e le appella con comica deferenza (il bambino dice: «Scusi, signora guardia…») usando tuttavia sempre la qualifica più volgare e corrente, spesso dispregiativa: «Signor spazzino, signor contadino».

Mike Bongiorno accetta tutti i miti della società in cui vive: alla signora Balbiano d’Aramengo bacia la mano e dice che lo fa perché si tratta di una contessa (sic).

Oltre ai miti accetta della società le convenzioni. È paterno e condiscendente con gli umili, deferente con le persone socialmente qualificate.

Elargendo denaro, è istintivamente portato a pensare, senza esprimerlo chiaramente, più in termini di elemosina che di guadagno. Mostra di credere che, nella dialettica delle classi, l’unico mezzo di ascesa sia rappresentato dalla provvidenza (che può occasionalmente assumere il volto della Televisione).

Mike Bongiorno parla un basic italian. Il suo discorso realizza il massimo di semplicità. Abolisce i congiuntivi, le proposizioni subordinate, riesce quasi a tendere invisibile la dimensione sintassi. Evita i pronomi, ripetendo sempre per esteso il soggetto, impiega un numero stragrande di punti fermi. Non si avventura mai in incisi o parentesi, non usa espressioni ellittiche, non allude, utilizza solo metafore ormai assorbite dal lessico comune. Il suo linguaggio è rigorosamente referenziale e farebbe la gioia di un neopositivista. Non è necessario fare alcuno sforzo per capirlo. Qualsiasi spettatore avverte che, all’occasione, egli potrebbe essere più facondo di lui.

Non accetta l’idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti. Nabucco e Nabuccodonosor non sono la stessa cosa; egli reagisce di fronte ai dati come un cervello elettronico, perché è fermamente convinto che A è uguale ad A e che tertium non datur. Aristotelico per difetto, la sua pedagogia è di conseguenza conservatrice, paternalistica, immobilistica.

Mike Bongiorno è privo di senso dell’umorismo. Ride perché è contento della realtà, non perché sia capace di deformare la realtà. Gli sfugge la natura del paradosso; come gli viene proposto, lo ripete con aria divertita e scuote il capo, sottintendendo che l’interlocutore sia simpaticamente anormale; rifiuta di sospettare che dietro il paradosso si nasconda una verità, comunque non lo considera come veicolo autorizzato di opinione.

Evita la polemica, anche su argomenti leciti. Non manca di informarsi sulle stranezze dello scibile (una nuova corrente di pittura, una disciplina astrusa… «Mi dica un po’, si fa tanto parlare oggi di questo futurismo. Ma cos’è di preciso questo futurismo?»). Ricevuta la spiegazione non tenta di approfondire la questione, ma lascia avvertire anzi il suo educato dissenso di benpensante. Rispetta comunque l’opinione dell’altro, non per proposito ideologico, ma per disinteresse.

Di tutte le domande possibili su di un argomento sceglie quella che verrebbe per prima in mente a chiunque e che una metà degli spettatori scarterebbe subito perché troppo banale: «Cosa vuol rappresentare quel quadro?». «Come mai si è scelto un hobby così diverso dal suo lavoro?». «Com’è che viene in mente di occuparsi di filosofia?».

Porta i clichés alle estreme conseguenze. Una ragazza educata dalle suore è virtuosa, una ragazza con le calze colorate e la coda di cavallo è “bruciata”. Chiede alla prima se lei, che è una ragazza così per bene, desidererebbe di­ventare come l’altra; fattogli notare che la contrapposizione è offensiva, consola la seconda ragazza mettendo in risalto la sua superiorità fisica e umiliando l’educanda. In questo vertiginoso gioco di gaffes non tenta neppure di usare perifrasi: la perifrasi è già una agudeza, e le agudezas ap­partengono a un ciclo vichiano cui Bongiorno è estraneo. Per lui, lo si è detto, ogni cosa ha un nome e uno solo, l’artificio retorico è una sofisticazione. In fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quando la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provo­cazione; la gaffe (in cui Bongiorno eccelle, a detta dei critici e del pubblico) nasce proprio quando si è sinceri per sbaglio e per sconsideratezza. Quanto più è mediocre, l’uomo mediocre è maldestro. Mike Bongiorno lo conforta portando la gaffe a dignità di figura retorica, nell’ambito di una etichetta omologata dall’ente trasmittente e dalla nazione in ascolto.

Mike Bongiorno gioisce sinceramente col vincitore perché onora il successo. Cortesemente disinteressato al perdente, si commuove se questi versa in gravi condizioni e si fa promotore di una gara di beneficenza, finita la quale si manifesta pago e ne convince il pubblico; indi trasvola ad altre cure confortato sull’esistenza del migliore dei mondi possibili. Egli ignora la dimensione tragica della vita.

Mike Bongiorno convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità. Non provoca complessi di inferiorità pur offrendosi come idolo, e il pubblico lo ripaga, grato, amandolo. Egli rappresenta un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello.

Nessuna religione è mai stata così indulgente coi suoi fedeli. In lui si annulla la tensione tra essere e dover essere. Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti.

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lunedì, 27 luglio 2009

COME FARE LA SPESA AL SUPERMERCATO GRATIS

NON SI BUTTA VIA NIENTE
Scritto da: Antonio Tomacelli - giovedì 23 luglio 2009 8:24

La spesa al supermarket mi uccide a colpi di noia. Sono tra quelli che, dopo la terza corsia, russano alla grande e si schiantano contro il banco frutta: se mi incrociate, occhio! Ma esiste un modo più divertente per fare la spesa scansando la trimurti coda-commesse-bancomat?¨,
Leggi ancora...
In questo articolo di Antonio Tomacelli vengono sviscerati i meccanismi insani di marketig che sono alla base della grande distribuzione.
Il fatto più sconvolgente  è che nel mondo viene prodotto annualmente cibo per sfamare 12 miliardi di persone.
Eppure un miliardo di queste muore di fame.

In un momento di consapevole lucidità mi chiedevo quale fosse il significato profondo e le conseguenze dell'utilizzo delle tessere di fidelizzazione per avere sconti e regali alla Coop, Auchan, Esselunga etc:
ne sono rimasto fulminato.

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lunedì, 27 luglio 2009

OPERAI INFEROCITI
Corriere della Sera.it
PECHINO (CINA) — Migliaia di ope­rai urlanti hanno inseguito il direttore generale di una socie­tà dell’acciaio e lo hanno mas­sacrato a colpi di pietre e ba­stoni. È successo a Tonghua, nella provincia di Jilin, nel Nor­dest della Cina. La vittima, Chen Guojun, un quarantenne dirigente del­la Jianlong Steel Holding Com­pany, azienda statale dell’accia­io, si è presentato a Leggi ancora...



In Cina, dove i diritti umani sono un opzional, una massa di operai ha massacrato un manager colpevole di avre guadagnato moltissimi soldi e di mettere per strada 40000 persone. Questa volta ci è scappato il morto e il Governo cinese ha sospeso la fusione. Fa impressione vedere che la classe operaia se unita davvero può ancora far male: evidentemente in Cina non è ancora anestetizzata come altrove.
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martedì, 21 luglio 2009

IN-SU-PE-RA-BI-LE



Mi chiedo solo se il tonno che sta nella scatoletta si vanti così tanto così come si vanta il nostro nostromo.
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giovedì, 16 luglio 2009

IL LENTO DIVENIRE DEL TEMPO

Il tempo passa inesorabile, si insinua sotto le porte socchiuse di queste afose serate di estate.
Il ventilatore scandisce il suo ritmo brandendo l'aria densa.

Ogni tanto ci si ferma un po' e si fa una piccola pausa.
Si cerca di capire a che punto siamo arrivati, cosa ne è stato del tempo che sembra essere trascorso senza che niente di veramte rilevante sia accaduto e quali saranno le strade del notro più immediato futuro.

In cinque mesi ho fatto tante di quelle cose che quasi non riesco a crederlo. Alcune di esse non le ho ancora concluse, altre sì, altre ancora si son trasformate in nuove sfide. Altre ancora in sconfitte e disfatte più o meno clamorose.

Poi arriva lei, l'amica depressione, che ti riporta a livelli più umani.
Ti poggia un braccio sulla spalla e ti dà una pacca con la mano:

Depressione: "Mi aspettavi? Sono tornata!"
Imperfezioni: "Ah, sei tu.. aspetta ti offro da bere, ho solo della birra, va bene?"
Depressione: "Ok, puché sia fredda"

Poi ti accorgi che devi fare almeno trenta-quarantamila altre cose e non hai molto tempo da dedicarle.
Stili un elenco e inizi a farle una per una.

Ritito delle analisi. Fatto
Portare il vestito in tintoria. Fatto
Innaffiare le piante. Fatto
Chiamare Livio. Fatto
Emai a Giuseppe. Fatto
.......

Le fai una per una, in modo meccanico, quasi assaporandole perché poi sai cosa ti aspetta appena finisci.

Alla fine hai fatto tutto, o quasi.
Poi arriva lei, che per tutto questo tempo se n'è stata zitta sulla poltrona sorseggiando la sua birra.
La tua invece giace su un tavolo, calda e mezza svaporata.

Depressione: "Ti verso qualcos'altro da bere?"
Imperfezioni: "No, grazie nel frigo non c'è più nulla"
Depressione: "Se vuoi vado a fare scorta, torno fra un'oretta"
Imperfezioni: "Grazie, va t'aspetto qui, non tardare troppo se no mi preoccupo...."

E per qualche minuto ella sarà altrove. Spero che un'auto la metta sotto!




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martedì, 14 luglio 2009

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lunedì, 22 giugno 2009

IRAN

Iran





































Ben presto un Paese Occidentale deciderà di importare la Democrazia in Iran.
Lo farà senza proclami con bombe, carri armati e missili al fosforo bianco.
Migliaia di ragazzi moriranno in nome del Dio Nero (e non ditemi che non è per questo).
Il Tiranno di questo Stato Canaglia verrà destituito e nuove elezioni democratiche verranno indette e un pupazzo andrà al potere.
Nuove madri piangeranno i propri figli che non torneranno mai più a casa ma le nostre coscienze sarrano più tranquille.


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domenica, 21 giugno 2009

Il Discepolo Sono storie che girano da un po' che pochi conoscono e molti fanno finta di non conoscere. A ricordarci che la Democrazia si realizza con solo il 50% del consenso e che tale consenso si costruisce col decoder digitale terrestre che stai per acquistare.
postato da imperfezioni alle ore 22:13 | link | commenti (1)
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