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pensieri imperfetti: il blog è imploso, ma io no!
domenica, 19 novembre 2006

...E' il sale della vita!

a volte mi chiedo perché continuare a dire qualcosa.
il punto è: di cosa parlare? ho qualcosa da dire?

in genere, sì.
ultimamente però ho bisogno di stimoli esterni, di argomenti piovuti da qualche altra persona.

forse dovrei parlare un po' di me, in genere non lo faccio mai.
negli ultimi anni ho studiato e da poco mi sono immerso nel turbinoso mondo del lavoro.

quest'anno anno ho cambiato tre aziende e, fortunatamente, bene o male faccio cose che mi interessano ma per le quali la mia laurea è un surplus: questo è il destino dei consulenti.
ho cambiato tanti colleghi che non vedrò più e ne ho conosciuti tanti altri.

ho qualche soldo in tasca in più e molto tempo in meno per me stesso, quindi non è cambiato nulla.
però il weekend penso solo a rilassarmi e non ho l'assillo dello studio, e questa è una grandissima cosa: il mio lavoro è circoscritto ed inscatolato nei cinque giorni della settimana che vanno dal lunedì al venerdì.

vedo sempre tanta gente e con gli amici esco poco ma questo accadeva anche prima. in fondo dipende da noi, ciò che ci separa da un amico a volte è solo una stupida telefonata.
tralasciamo il fatto che le mie amicizie sono per lo più a tempo determinato (prima o poi non ci si rivede più causa trasferimento in altro loco), a chiamata (telefonica) e raramente a tempo indeterminato.

ho convissuto con tanta gente, per anni, e non ci si vede nè si sente più: non me ne rammarico, ne prendo solo atto, adesso. dividere un appartamento con estranei è un bell'esercizio di nervi e di tolleranza.
nella mia città natale bastava uscire e farsi un passeggiata per incontrarsi, qui, a milano, non è così, è tutto più rarefatto e maledettamente complicato.

quelle poche vere amicizie che riesci a stringere te le tieni dentro una bacheca dorata.

tutto mi sembra un fatto di vicinanza, di opportunità e comodità. in una grande città tutto ri replica in maniera iterativa, negozi, farmacie, supermercati, locali.
non cerchi il miglior locale dove facciano musica dal vivo ma vai nel migliore vicino casa. quindi il senso di città, di appartenenza viene a cadere. se ci metti più di un'ora a raggiungere il posto in cui all'orizzonte non scorgi più il profilo  della città non puoi  appartenere  ad  essa, non è  la "tua" città, il tuo spazio.

ed io vivo in questa rarefazione, in questo precariato esistenziale, ma chiudo gli occhi e vado avanti cercando di amare lo stesso questo mondo così difficile da amare. perché in fondo sono ottimista......Gianni!
postato da imperfezioni alle ore 22:59 | link | commenti (8)
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lunedì, 06 novembre 2006

Cambiamenti ( post per tutti e per nessuno )

Prima mi sorpendevo sempre.
Poi ho smesso di sognare: la vita è adesso...

(così parlò imperfezioni)
postato da imperfezioni alle ore 20:28 | link | commenti (12)
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