Giochi senza frontiere

Per la terza volta in questo 2007 ho cambiato azienda.
Sono stati mesi molto convulsi ed incerti. Ad un anno esatto di distanza sono ritornato a lavorare per un colosso delle telecomunicazioni entrando, sta volta, dalla porta di servizio.
Nel frattempo sono passato prima da un grosso fornitore svizzero di servizi web e poi, a Torino, per la più grande azienda di hardware del pianeta.
Sono stato catapultato in progetti così grandi che non basterebbe l'intera vita di un uomo per vederne la testa e la coda: un'enorme intricatissima catena di montaggio creata per vendere un prodotto al cliente.
Mi avevano spedito a Torino, città meravigliosa, ci sono stato alcune settimane e poi ho rassegnato le dimissioni.
Ora lavoro all'estrema periferia di Milano. Certo, mi hanno offerto un contratto e una retribuzione che supera di gran lunga qualsiasi mia precedente aspettativa. Ora ho le ferie pagate, le malattie, i permessi e i buoni pasto. Nel cambiare ci ho guadagnato. Ma l'ho fatto, ci crederete o no, per seguire il corso di spagnolo al quale mi sono iscritto il mese scorso.
Per la prima volta nella mia vita faccio una cosa che mi piace fare al 100%: un corso di lingua spagnola.
C'è chi mi dice: non sarebbe stato meglio l'inglese? Me ne sbatto il cazzo dell'inglese, gli ho risposto.
Fare il corso di inglese, lingua che già conosco, sarebbe fare qualcosa per il lavoro e non per me stesso.
Precedentemente ho sempre vissuto di compromessi, persino l'università.
Non sono orgoglioso di essere un ingegnere ma sono contento che l'incubo sia finito.
Ed ora che finalmente facevo una cosa a cui tenevo mi mandano a Torino?
Ho fatto la follia di andare e venire in treno da Torino pur di seguire il mio corso fino alle mie dimissioni.
La mia ex azienda mi offriva per la trasferta 100€ al giorno oltre allo stipendio mensile ma ho avuto il coraggio ( o la follia) di rinunciare a quel mare di soldi in più.
Ma ne sono soddisfatto.
Dalla mia nuova azienda, per arrivare alla metropolitana, mi ci vogliono solo 7 minuti a piedi attraversando una discarica, un campo nomadi, un ponte scricchiolante largo quanto una persona sospeso su un canale di acqua maleodorante e un piccolo parco per i tossici.
Altrimenti potrei sempre utilizzare i mezzi dell'ATM ed arrivare comodamente in metropolitana in mezz'ora...
Per ora questa specie di giochi senza frontiere è stata la cosa più divertente che ho fatto!
Auguro a tutti voi di poter fare cose che vi piacciono e, soprattutto, di non farvele scippare.